Il recupero crediti è il percorso con cui un’impresa si fa pagare una fattura scaduta. Si parte fuori dal tribunale, con sollecito, messa in mora o un accordo. Se non basta, con una prova scritta si chiede il decreto ingiuntivo e poi, se serve, il pignoramento.
- Tra imprese gli interessi di mora corrono da soli: 10,40% annuo dal 1° luglio al 31 dicembre 2026, più 40 euro forfettari.
- Una richiesta scritta di pagamento interrompe la prescrizione, di solito decennale.
- Il decreto ingiuntivo non richiede prima negoziazione assistita o mediazione.
- Per i clienti UE c’è l’ingiunzione europea; se il cliente fallisce, si chiede l’ammissione al passivo.
“Un cliente non paga da tre mesi: cosa posso fare?”
È una delle domande che le imprese portano a Iusful. La risposta dipende da quanto vale il credito, da come è documentato e dal motivo del ritardo. Qui trovi il percorso completo del recupero crediti, i documenti da preparare e le alternative al tribunale.
Prima di agire: i documenti da raccogliere.
Prima di scrivere al cliente, raccogli:
- contratto, preventivo accettato o condizioni generali firmate;
- ordini e prove di consegna: conferme d’ordine, DDT (documenti di trasporto) firmati, verbali di collaudo;
- fatture, con la ricevuta del Sistema di interscambio (SdI) per quelle elettroniche;
- comunicazioni: e-mail e PEC in cui il cliente riconosce il debito, chiede tempo o contesta;
- estratto conto del cliente, con pagamenti parziali e note di credito;
- garanzie: fideiussioni, assegni, cambiali, acconti;
- visura camerale aggiornata del cliente, per sapere se è attivo e se ha procedure in corso.
Annota la scadenza di ogni fattura, che serve per interessi e prescrizione. Se il cliente ha motivi seri per contestare, come ritardi o difetti, la strada cambia.
Il percorso del recupero crediti, passo per passo.
| Passo | Quando farlo | Cosa serve | Cosa ottieni |
|---|---|---|---|
| 1. Sollecito di pagamento | Nei primi giorni dopo la scadenza | Telefonata o e-mail, copia della fattura | Il pagamento o il motivo del ritardo |
| 2. Lettera di messa in mora | Se il sollecito resta senza risposta | PEC o raccomandata con importo, interessi e termine finale | La prova della richiesta e la prescrizione interrotta |
| 3. Piano di rientro o accordo transattivo | Se il cliente vuole pagare ma non riesce subito | Accordo firmato, con rate e decadenza | Il riconoscimento del debito e un calendario certo |
| 4. Decreto ingiuntivo | Se il cliente non paga e non ha contestazioni serie | Un avvocato e la prova scritta del credito | L’ordine del giudice di pagare, con le spese a carico del cliente |
| 5. Precetto e pignoramento | Se il cliente non paga nemmeno dopo il decreto | Decreto esecutivo, atto di precetto | Il blocco di conti, crediti o beni del cliente |
Esempio: un’azienda di software ha tre fatture scadute da 90 giorni. Con contratto firmato, verbali di consegna e fatture elettroniche può già chiedere il decreto ingiuntivo.
Sollecito di pagamento e messa in mora: le prime mosse.
Il sollecito di pagamento è una richiesta informale, per telefono o e-mail. A volte il ritardo nasce da un errore o da una fattura bloccata.
Se non basta, manda la lettera di messa in mora: la richiesta scritta di pagare entro un termine preciso, con l’avviso che poi agirai in giudizio. Per un debito di denaro con una scadenza fissata, il cliente è in ritardo già dal giorno dopo (art. 1219 c.c.). La lettera però prova che hai chiesto e interrompe la prescrizione. Mandala via PEC o raccomandata A/R.
È diversa dalla diffida ad adempiere, che serve a sciogliere il contratto. Nel frattempo puoi sospendere le forniture a chi non paga, se lo fai in modo proporzionato e in buona fede.
Interessi di mora e 40 euro: cosa puoi chiedere in più.
Se il cliente è un’impresa, un professionista o una pubblica amministrazione, si applica la legge sui ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali (D.Lgs. 231/2002):
- termine di pagamento: se il contratto tace, 30 giorni dal ricevimento della fattura. Tra imprese, oltre i 60 giorni serve un accordo espresso, provato per iscritto e non gravemente iniquo per chi vende. Se sei una PMI e il cliente no, oltre i 60 giorni si presume gravemente iniquo;
- interessi di mora: decorrono da soli dal giorno dopo la scadenza. Il tasso è quello della BCE più 8 punti e cambia ogni sei mesi: dal 1° luglio al 31 dicembre 2026 è il 10,40% annuo;
- 40 euro forfettari per i costi di recupero, più i costi maggiori che dimostri.
Esempio: su una fattura da 10.000 euro, IVA compresa, scaduta da 90 giorni nel secondo semestre 2026, gli interessi sono circa 256 euro, più i 40 euro. Con i consumatori valgono gli interessi legali: 1,60% annuo nel 2026.
Quanto tempo hai: la prescrizione dei crediti.
Il prezzo di merci e servizi tra imprese si prescrive di solito in dieci anni dalla scadenza (prescrizione ordinaria). Alcuni crediti hanno però termini più brevi:
- un anno per trasporto, spedizione e provvigioni del mediatore;
- tre anni per i compensi dei professionisti, con una prescrizione “presuntiva” che ha regole particolari;
- cinque anni per ciò che si paga periodicamente, come canoni e interessi.
La prescrizione si interrompe con una richiesta scritta di pagamento, con il riconoscimento del debito da parte del cliente o con un’azione in giudizio, e il termine riparte da zero.
Decreto ingiuntivo: come funziona in breve.
Il decreto ingiuntivo è un ordine di pagamento che il giudice emette senza sentire prima il cliente. Serve una prova scritta del credito (art. 633 del codice di procedura civile): un contratto, un riconoscimento di debito firmato, l’estratto autentico delle scritture contabili o, da novembre 2024, la fattura elettronica passata dallo SdI.
- 01L’avvocato deposita il ricorso al giudice di pace (fino a 10.000 euro) o al tribunale.
- 02Il decreto va notificato entro 60 giorni, o perde efficacia.
- 03Il cliente ha di regola 40 giorni dalla notifica per pagare o fare opposizione.
- 04Senza opposizione il decreto diventa esecutivo, con le spese a carico del cliente.
Il giudice può renderlo esecutivo da subito se c’è pericolo di grave pregiudizio nel ritardo o se presenti un documento firmato dal cliente che prova il credito. Se il cliente si oppone, si apre una causa in cui la fattura da sola non basta più. [ESPERIENZA DA INSERIRE: tempi tipici tra deposito del ricorso ed emissione del decreto]
Se il credito è importante o il cliente contesta, fatti consigliare da un avvocato esperto di recupero crediti e contratti commerciali.
Se il cliente non paga nemmeno dopo il decreto.
Con il decreto esecutivo l’avvocato notifica l’atto di precetto, l’ultima intimazione a pagare entro almeno dieci giorni. Poi, entro 90 giorni, si avvia il pignoramento di conti correnti, crediti verso terzi, beni o immobili del cliente.
Se non sai cosa possiede, l’ufficiale giudiziario può cercarne i beni nelle banche dati pubbliche, come l’anagrafe tributaria. Ma se il cliente non ha nulla, il pignoramento non serve: valutane la solidità prima di fare causa.
Recupero crediti stragiudiziale: accordo, negoziazione assistita, mediazione.
Piano di rientro e accordo transattivo.
Se il cliente vuole pagare ma non ce la fa, il piano di rientro fissa rate e scadenze. L’accordo transattivo aggiunge concessioni reciproche, come uno sconto in cambio del pagamento immediato. Scrivi sempre il riconoscimento del debito e la decadenza: se salta una rata, è dovuto tutto. Con le firme autenticate da un notaio, l’accordo diventa un titolo esecutivo e permette di pignorare senza decreto.
Negoziazione assistita.
È un tentativo di accordo in cui ogni parte ha il suo avvocato. È obbligatoria prima di una causa ordinaria per somme fino a 50.000 euro (art. 3 D.L. 132/2014), non per il decreto ingiuntivo. Se il cliente non risponde entro 30 giorni, puoi andare dal giudice. L’accordo firmato con gli avvocati è un titolo esecutivo.
Mediazione.
È obbligatoria solo per alcuni contratti, tra cui somministrazione, subfornitura, franchising, contratto d’opera, rete e consorzio, ma non per chiedere il decreto. Se il cliente si oppone e il contratto è tra questi, la mediazione deve avviarla il creditore, o il decreto viene revocato.
Cliente estero o in liquidazione giudiziale (ex fallimento).
Cliente in un altro Paese UE.
Il procedimento europeo d’ingiunzione di pagamento vale per i crediti in denaro scaduti se una parte ha sede in un altro Stato UE rispetto al giudice (Danimarca esclusa). Si usa un modulo standard e l’avvocato non è obbligatorio. Il cliente ha 30 giorni per opporsi, anche senza motivare, e allora si passa a una causa ordinaria. Altrimenti l’ingiunzione si esegue in tutta l’UE. Fuori dall’UE le regole cambiano da Paese a Paese.
Cliente in liquidazione giudiziale.
È il nome del fallimento per le procedure aperte dal 15 luglio 2022. Dall’apertura non puoi più pignorare: devi chiedere l’insinuazione al passivo, con una domanda via PEC al curatore almeno 30 giorni prima dell’udienza di verifica. Le domande tardive sono ammesse fino a sei mesi dopo che lo stato passivo è diventato esecutivo. Quanto recuperi dipende dai beni della procedura e dai privilegi. Per l’IVA della fattura, senti il commercialista.
Errori comuni nel recupero crediti.
- 01Aspettare mesi prima di scrivere, mentre il cliente paga altri fornitori.
- 02Continuare a fornire a chi ha fatture scadute, senza acconti o fideiussioni.
- 03Fare pressioni sbagliate: scrivere ai clienti del tuo cliente o pubblicarne il nome come cattivo pagatore ti espone a contestazioni per diffamazione e privacy.
Quando serve un avvocato nel recupero crediti.
Il sollecito lo può gestire la tua amministrazione. Serve un avvocato quando:
- vuoi una messa in mora che prepari già il decreto ingiuntivo;
- chiedi il decreto: è obbligatorio, salvo i crediti fino a 1.100 euro dal giudice di pace;
- il cliente contesta la fornitura, è all’estero o è in crisi;
- temi che stia svuotando l’azienda: si può chiedere un sequestro conservativo.
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Se i ritardi sono frequenti, conviene prevenirli con contratti con clienti e fornitori scritti bene e un presidio tutto l’anno: guarda i piani.
Domande frequenti
Dipende dalla fase. Il decreto ingiuntivo richiede il contributo unificato e il compenso dell’avvocato, che crescono con il valore del credito. Se il decreto non viene opposto, il giudice mette le spese a carico del cliente. Tra imprese puoi chiedere anche 40 euro forfettari.
Per merci e servizi tra imprese, di solito in dieci anni dalla scadenza. Alcuni crediti hanno termini più brevi, come i trasporti (un anno) e i compensi dei professionisti (tre anni). Una richiesta scritta di pagamento o il riconoscimento del debito interrompono la prescrizione.
Spesso sì, se il cliente vuole pagare ma è in difficoltà. Fai però firmare un piano di rientro con il riconoscimento del debito, le scadenze e la decadenza, cioè l’obbligo di pagare tutto se salta una rata. Il documento firmato aiuta anche a ottenere un decreto subito esecutivo.
Fonti e riferimenti normativi
- Codice civile, artt. 1182, 1219, 1224, 1460, 1965
- Codice civile, artt. 2943-2956 (prescrizione)
- D.Lgs. 231/2002 (ritardi di pagamento)
- Comunicato MEF sul tasso di riferimento, G.U. del 16 luglio 2026
- Codice di procedura civile, artt. 633-654 (ingiunzione)
- Codice di procedura civile, artt. 7, 82, 474, 480-482, 492-bis, 671
- D.L. 132/2014, artt. 2-5 (negoziazione assistita)
- D.Lgs. 28/2010, artt. 5, 5-bis, 12 (mediazione)
- D.Lgs. 14/2019, artt. 150, 201, 208 (liquidazione giudiziale)
- Regolamento (CE) n. 1896/2006 (ingiunzione europea)
Questo articolo ha carattere informativo e non sostituisce un parere legale sul tuo caso specifico.
