Per la legge il contratto di lavoro “normale” è quello a tempo indeterminato. Le altre tipologie di contratti di lavoro servono per esigenze precise: lavori a termine, formazione dei giovani, picchi di attività, prestazioni saltuarie. Ognuna ha limiti di durata, di età o di importo. Se li superi, il rapporto può trasformarsi in un contratto a tempo indeterminato o esporti a sanzioni.
- Tempo determinato: fino a 12 mesi senza motivazione, fino a 24 solo con una causale.
- Apprendistato: è a tempo indeterminato e prevede formazione, con limiti di età.
- A chiamata: solo nei casi previsti dai contratti collettivi o per età (sotto i 24 o sopra i 55 anni).
- Prestazioni occasionali: tetti di importo annui e divieto sopra i 10 dipendenti.
“Ho bisogno di una persona per sei mesi, poi si vedrà: che contratto faccio?”
È la domanda più frequente quando una PMI assume. In questa guida trovi le tipologie di contratti di lavoro che puoi usare, quando conviene ciascuna e le regole da rispettare nel 2026.
Le tipologie di contratti di lavoro a confronto.
| Tipologia | Quando si usa | Regole principali | Rischio se le superi |
|---|---|---|---|
| Tempo indeterminato | Forma comune di rapporto di lavoro | Nessuna scadenza; si chiude con dimissioni o licenziamento motivato | – |
| Tempo determinato | Esigenze temporanee | 12 mesi senza causale, massimo 24 con causale; massimo 4 proroghe; forma scritta | Trasformazione a tempo indeterminato |
| Part-time | Orario ridotto, anche con un contratto a termine | Contratto scritto con orario preciso (giorni, settimana, mese, anno) | Contestazioni sull’orario e sulla retribuzione |
| Apprendistato | Assumere giovani da formare | Età massima, piano formativo, durata fissata dai contratti collettivi | Perdita delle agevolazioni, trasformazione in rapporto ordinario |
| A chiamata (intermittente) | Lavoro discontinuo | Solo nei casi dei contratti collettivi o per età; limite di 400 giornate in 3 anni, salvo alcuni settori | Trasformazione a tempo pieno e indeterminato |
| Somministrazione | Personale tramite un’agenzia per il lavoro | Il contratto è con l’agenzia; limiti di quantità per chi utilizza i lavoratori | Rapporto riconosciuto direttamente con l’azienda |
| Collaborazione coordinata e continuativa (co.co.co.) | Lavoro autonomo continuativo | Il collaboratore organizza da sé il proprio lavoro | Se è l’azienda a organizzarlo, si applicano le regole del lavoro dipendente |
| Prestazione occasionale | Lavori saltuari e di piccolo importo | Tetti annui di compenso; vietata alle aziende con più di 10 dipendenti a tempo indeterminato e in alcuni settori | Sanzioni e possibile rapporto di lavoro dipendente |
Il tirocinio (stage) non è un contratto di lavoro: è un percorso formativo regolato soprattutto dalle Regioni. Il contratto a progetto non esiste più dal 2015, salvo i contratti già in corso a quella data.
Contratto a tempo indeterminato: la regola.
Per la legge il contratto a tempo indeterminato è la forma comune di rapporto di lavoro. Tutte le altre tipologie sono eccezioni con regole proprie, e quando quelle regole non vengono rispettate il rapporto tende a “tornare” a tempo indeterminato.
Anche per il tempo indeterminato all’assunzione devi consegnare per iscritto le informazioni principali sul rapporto: mansioni, orario, retribuzione, contratto collettivo applicato e periodo di prova. Il periodo di prova non può superare i sei mesi, salvo una durata più breve prevista dal contratto collettivo.
Contratto a tempo determinato: le regole del 2026.
È il contratto più usato per le esigenze temporanee, ed è anche quello con più regole.
| Regola | Cosa prevede |
|---|---|
| Durata senza causale | Fino a 12 mesi |
| Durata con causale | Oltre i 12 e fino a 24 mesi, solo se c’è almeno una di queste condizioni: casi previsti dai contratti collettivi; in mancanza, e comunque entro il 31 dicembre 2026, esigenze tecniche, organizzative o produttive individuate dalle parti; sostituzione di altri lavoratori |
| Forma | Il termine va scritto; copia al lavoratore entro 5 giorni lavorativi dall’inizio, salvo i rapporti fino a 12 giorni |
| Proroghe e rinnovi | Liberi nei primi 12 mesi, poi solo con causale; al massimo 4 proroghe in 24 mesi |
| Pause tra un contratto e l’altro | Se riassumi entro 10 giorni (contratti fino a 6 mesi) o 20 giorni (oltre 6 mesi), il nuovo contratto diventa a tempo indeterminato. Fanno eccezione le attività stagionali |
| Quante assunzioni a termine | Di regola non più del 20% dei dipendenti a tempo indeterminato. Le aziende fino a 5 dipendenti possono sempre assumerne uno |
| Oltre i 24 mesi | Un ulteriore contratto fino a 12 mesi solo firmato presso l’Ispettorato territoriale del lavoro |
| Periodo di prova | Un giorno di lavoro effettivo ogni 15 giorni di calendario: da 2 a 15 giorni per i contratti fino a 6 mesi, fino a 30 giorni per quelli più lunghi (fino a 12 mesi), salvo regole più favorevoli dei contratti collettivi |
La possibilità di scrivere la causale direttamente nel contratto individuale vale fino al 31 dicembre 2026. Se assumi o prolunghi un contratto oltre i 12 mesi nei prossimi mesi, controlla che cosa prevede il tuo contratto collettivo, perché dal 2027 potrebbe essere l’unica strada. Fanno regole a parte i contratti stagionali e le startup innovative nei primi anni dalla costituzione.
Le regole complete sono nel decreto sui contratti di lavoro (D.Lgs. 81/2015). Se hai dubbi su un rinnovo o su una causale, un avvocato esperto di diritto del lavoro per le imprese ti dice se il contratto regge.
Apprendistato: assumere giovani da formare.
L’apprendistato è un contratto a tempo indeterminato con una parte di formazione. Ne esistono tre tipi:
| Tipo | Età | A cosa serve |
|---|---|---|
| Per la qualifica e il diploma professionale | Da 15 a 25 anni | Conseguire un titolo di studio lavorando |
| Professionalizzante | Da 18 a 29 anni (da 17 con una qualifica professionale) | Imparare un mestiere. È il più usato dalle aziende. La durata la fissano i contratti collettivi, al massimo 3 anni (5 per alcuni profili artigiani) |
| Di alta formazione e ricerca | Da 18 a 29 anni | Università, ricerca, praticantato per le professioni |
Alla fine del periodo di formazione il rapporto prosegue come un normale contratto a tempo indeterminato, se nessuna delle parti recede. Le agevolazioni contributive cambiano spesso: verificale con il consulente del lavoro al momento dell’assunzione.
Lavoro a chiamata (intermittente).
Il lavoratore si mette a disposizione e l’azienda lo chiama quando serve. Si può usare:
- Nei casi individuati dai contratti collettivi (o, in mancanza, da un decreto del Ministero del lavoro);
- In ogni caso con persone sotto i 24 anni, se il lavoro si svolge entro i 25, e con persone sopra i 55 anni.
Per ciascun lavoratore non si possono superare 400 giornate di lavoro effettivo in tre anni solari con lo stesso datore di lavoro, tranne nei settori del turismo, dei pubblici esercizi e dello spettacolo. Oltre quel limite il rapporto diventa a tempo pieno e indeterminato. Se il lavoratore si impegna a rispondere alle chiamate, gli spetta un’indennità di disponibilità anche quando non lavora.
Contratto di lavoro part-time e somministrazione.
Il part-time non è un tipo di contratto a sé: è un modo di lavorare che si applica sia al tempo indeterminato sia al tempo determinato. Il contratto va fatto per iscritto e deve indicare con precisione l’orario per giorno, settimana, mese e anno. Con i turni basta rinviare a turni programmati su fasce orarie prestabilite.
Con la somministrazione il lavoratore è assunto da un’agenzia per il lavoro e lavora presso la tua azienda. Ti libera dalla gestione amministrativa del rapporto, ma ha limiti di quantità e di durata e un costo per il servizio dell’agenzia. Se la somministrazione avviene fuori dai limiti e dalle condizioni di legge, il lavoratore può chiedere di essere riconosciuto come tuo dipendente dall’inizio della missione.
Collaborazioni e prestazioni occasionali.
Collaborazione coordinata e continuativa (co.co.co.).
Il collaboratore lavora in modo continuativo per l’azienda ma organizza da sé tempi e modi. Se invece è l’azienda a organizzare il lavoro (orari, luogo, modalità), si applicano le regole del lavoro dipendente. Fanno eccezione alcuni casi, come le professioni con un albo e gli amministratori di società. Lo stesso rischio vale per i collaboratori con partita IVA che lavorano di fatto come dipendenti.
Prestazione occasionale.
Serve per lavori saltuari e di piccolo importo, pagati tramite la piattaforma dell’INPS. In un anno:
| Limite | Importo massimo |
|---|---|
| Ciascun lavoratore, sommando tutti i committenti | 5.000 euro |
| Ciascuna azienda, sommando tutti i lavoratori | 10.000 euro (15.000 per congressi, fiere, eventi, terme e parchi divertimento) |
| Stesso lavoratore con la stessa azienda | 2.500 euro |
Non la possono usare le aziende con più di 10 dipendenti a tempo indeterminato (25 per alcuni settori, come fiere ed eventi), le imprese agricole, l’edilizia e i settori affini, né si può usare negli appalti. È vietata anche con chi è stato tuo dipendente o collaboratore negli ultimi sei mesi.
Come scegliere: le domande da farti.
- 01L’esigenza è stabile?
Se sì, il tempo indeterminato è la strada più semplice e spesso quella con le agevolazioni migliori. - 02È temporanea e prevedibile?
Tempo determinato, tenendo conto del limite dei 12 mesi senza causale. - 03Vuoi formare un giovane?
Apprendistato. - 04Il lavoro è discontinuo e imprevedibile?
Lavoro a chiamata, se rientri nei casi ammessi. - 05È un incarico autonomo con un risultato?
Collaborazione o partita IVA, ma solo se la persona organizza davvero il proprio lavoro. - 06È un lavoro saltuario e di poche centinaia di euro?
Prestazione occasionale, se la tua azienda rientra nei limiti.
Errori comuni
- 01Rinnovare un contratto a termine oltre i 12 mesi senza causale. Il contratto si trasforma a tempo indeterminato.
- 02Riassumere la stessa persona dopo pochi giorni. Senza le pause minime il secondo contratto diventa a tempo indeterminato.
- 03Usare la partita IVA per un dipendente “mascherato”. Orari fissi, postazione in ufficio e ordini quotidiani indicano un rapporto di lavoro dipendente.
- 04Fare un part-time senza orario scritto. È la prima fonte di contestazioni.
- 05Usare le prestazioni occasionali in modo continuativo. Non sono pensate per coprire un posto di lavoro stabile.
- 06Non consegnare l’informativa scritta all’assunzione. Le informazioni sul rapporto vanno date per iscritto anche nei contratti più semplici.
Quando serve un avvocato.
Per scegliere il contratto e gestire buste paga e comunicazioni obbligatorie c’è il consulente del lavoro. L’avvocato serve quando:
- vuoi prolungare un contratto a termine oltre i 12 mesi e devi scrivere una causale che regga;
- hai collaboratori o partite IVA che lavorano come dipendenti e vuoi mettere in sicurezza la situazione;
- un lavoratore contesta il contratto o chiede il tempo indeterminato;
- devi inserire nel contratto clausole delicate come patto di non concorrenza, riservatezza o invenzioni.
Devi assumere e non sai quale contratto usare, o vuoi controllare quelli che hai? Con Iusful lo segue un avvocato specializzato in diritto del lavoro, che scegli tu. Ci racconti la situazione in venti minuti e ricevi un preventivo scritto in 48 ore, con tempi e costi chiari prima di partire. Parla con un esperto.
Se assumi spesso, ha più senso avere i contratti seguiti tutto l’anno: guarda i piani.
Domande frequenti
Fino a 12 mesi senza causale. Si può arrivare a 24 mesi solo nei casi previsti dai contratti collettivi, per sostituire altri lavoratori oppure, fino al 31 dicembre 2026, per esigenze tecniche, organizzative o produttive indicate nel contratto. Oltre i 24 mesi è possibile un ultimo contratto di massimo 12 mesi firmato presso l’Ispettorato del lavoro.
Al massimo quattro nell’arco di 24 mesi, con il consenso del lavoratore. Proroghe e rinnovi sono liberi nei primi 12 mesi; dopo servono le condizioni previste dalla legge. Con la quinta proroga il contratto si trasforma a tempo indeterminato.
Chi rientra nei casi previsti dal contratto collettivo applicato e, in ogni caso, le persone con meno di 24 anni, purché il lavoro si svolga entro i 25, e quelle con più di 55 anni. Il rapporto non può superare 400 giornate di lavoro effettivo in tre anni con lo stesso datore, salvo turismo, pubblici esercizi e spettacolo.
No. È stato superato dal 2015 e oggi resta valido solo per i contratti già in corso a quella data. Al suo posto si usano le collaborazioni coordinate e continuative, che però seguono le regole del lavoro dipendente quando è l’azienda a organizzare tempi e modi del lavoro.
La prestazione occasionale è pensata per lavori saltuari di piccolo importo, con tetti annui e divieti per le aziende con più di 10 dipendenti. Il lavoratore con partita IVA è un professionista autonomo, senza tetti, ma deve davvero organizzare da sé il proprio lavoro. In entrambi i casi, se il rapporto è di fatto subordinato, si applicano le regole del lavoro dipendente.
Fonti e riferimenti normativi.
- D.Lgs. 15 giugno 2015, n. 81 | Disciplina organica dei contratti di lavoro: art. 1 (forma comune), art. 2 (collaborazioni organizzate dal committente), art. 5 (part-time), art. 13 (lavoro intermittente), artt. 19, 21 e 23 (tempo determinato), art. 31 (somministrazione), artt. 41-45 (apprendistato), art. 52 (superamento del contratto a progetto)
- D.L. 24 aprile 2017, n. 50, art. 54-bis | Prestazioni occasionali
- D.Lgs. 27 giugno 2022, n. 104, art. 7 | Durata massima del periodo di prova
- D.Lgs. 26 maggio 1997, n. 152 | Informazioni da dare al lavoratore
Questo articolo ha carattere informativo e non sostituisce un parere legale sul tuo caso specifico.
