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Contratti

Tipologie di contratti di lavoro:
quale scegliere quando assumi.

Redazione Iusful | 20 ottobre 2026 | 11 minuti di lettura
In breve

Per la legge il contratto di lavoro “normale” è quello a tempo indeterminato. Le altre tipologie di contratti di lavoro servono per esigenze precise: lavori a termine, formazione dei giovani, picchi di attività, prestazioni saltuarie. Ognuna ha limiti di durata, di età o di importo. Se li superi, il rapporto può trasformarsi in un contratto a tempo indeterminato o esporti a sanzioni.

  • Tempo determinato: fino a 12 mesi senza motivazione, fino a 24 solo con una causale.
  • Apprendistato: è a tempo indeterminato e prevede formazione, con limiti di età.
  • A chiamata: solo nei casi previsti dai contratti collettivi o per età (sotto i 24 o sopra i 55 anni).
  • Prestazioni occasionali: tetti di importo annui e divieto sopra i 10 dipendenti.
“Ho bisogno di una persona per sei mesi, poi si vedrà: che contratto faccio?”

È la domanda più frequente quando una PMI assume. In questa guida trovi le tipologie di contratti di lavoro che puoi usare, quando conviene ciascuna e le regole da rispettare nel 2026.

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Le tipologie di contratti di lavoro a confronto.

TipologiaQuando si usaRegole principaliRischio se le superi
Tempo indeterminatoForma comune di rapporto di lavoroNessuna scadenza; si chiude con dimissioni o licenziamento motivato–
Tempo determinatoEsigenze temporanee12 mesi senza causale, massimo 24 con causale; massimo 4 proroghe; forma scrittaTrasformazione a tempo indeterminato
Part-timeOrario ridotto, anche con un contratto a termineContratto scritto con orario preciso (giorni, settimana, mese, anno)Contestazioni sull’orario e sulla retribuzione
ApprendistatoAssumere giovani da formareEtà massima, piano formativo, durata fissata dai contratti collettiviPerdita delle agevolazioni, trasformazione in rapporto ordinario
A chiamata (intermittente)Lavoro discontinuoSolo nei casi dei contratti collettivi o per età; limite di 400 giornate in 3 anni, salvo alcuni settoriTrasformazione a tempo pieno e indeterminato
SomministrazionePersonale tramite un’agenzia per il lavoroIl contratto è con l’agenzia; limiti di quantità per chi utilizza i lavoratoriRapporto riconosciuto direttamente con l’azienda
Collaborazione coordinata e continuativa (co.co.co.)Lavoro autonomo continuativoIl collaboratore organizza da sé il proprio lavoroSe è l’azienda a organizzarlo, si applicano le regole del lavoro dipendente
Prestazione occasionaleLavori saltuari e di piccolo importoTetti annui di compenso; vietata alle aziende con più di 10 dipendenti a tempo indeterminato e in alcuni settoriSanzioni e possibile rapporto di lavoro dipendente

Il tirocinio (stage) non è un contratto di lavoro: è un percorso formativo regolato soprattutto dalle Regioni. Il contratto a progetto non esiste più dal 2015, salvo i contratti già in corso a quella data.

Contratto a tempo indeterminato: la regola.

Per la legge il contratto a tempo indeterminato è la forma comune di rapporto di lavoro. Tutte le altre tipologie sono eccezioni con regole proprie, e quando quelle regole non vengono rispettate il rapporto tende a “tornare” a tempo indeterminato.

Anche per il tempo indeterminato all’assunzione devi consegnare per iscritto le informazioni principali sul rapporto: mansioni, orario, retribuzione, contratto collettivo applicato e periodo di prova. Il periodo di prova non può superare i sei mesi, salvo una durata più breve prevista dal contratto collettivo.

Contratto a tempo determinato: le regole del 2026.

È il contratto più usato per le esigenze temporanee, ed è anche quello con più regole.

RegolaCosa prevede
Durata senza causaleFino a 12 mesi
Durata con causaleOltre i 12 e fino a 24 mesi, solo se c’è almeno una di queste condizioni: casi previsti dai contratti collettivi; in mancanza, e comunque entro il 31 dicembre 2026, esigenze tecniche, organizzative o produttive individuate dalle parti; sostituzione di altri lavoratori
FormaIl termine va scritto; copia al lavoratore entro 5 giorni lavorativi dall’inizio, salvo i rapporti fino a 12 giorni
Proroghe e rinnoviLiberi nei primi 12 mesi, poi solo con causale; al massimo 4 proroghe in 24 mesi
Pause tra un contratto e l’altroSe riassumi entro 10 giorni (contratti fino a 6 mesi) o 20 giorni (oltre 6 mesi), il nuovo contratto diventa a tempo indeterminato. Fanno eccezione le attività stagionali
Quante assunzioni a termineDi regola non più del 20% dei dipendenti a tempo indeterminato. Le aziende fino a 5 dipendenti possono sempre assumerne uno
Oltre i 24 mesiUn ulteriore contratto fino a 12 mesi solo firmato presso l’Ispettorato territoriale del lavoro
Periodo di provaUn giorno di lavoro effettivo ogni 15 giorni di calendario: da 2 a 15 giorni per i contratti fino a 6 mesi, fino a 30 giorni per quelli più lunghi (fino a 12 mesi), salvo regole più favorevoli dei contratti collettivi

La possibilità di scrivere la causale direttamente nel contratto individuale vale fino al 31 dicembre 2026. Se assumi o prolunghi un contratto oltre i 12 mesi nei prossimi mesi, controlla che cosa prevede il tuo contratto collettivo, perché dal 2027 potrebbe essere l’unica strada. Fanno regole a parte i contratti stagionali e le startup innovative nei primi anni dalla costituzione.

Le regole complete sono nel decreto sui contratti di lavoro (D.Lgs. 81/2015). Se hai dubbi su un rinnovo o su una causale, un avvocato esperto di diritto del lavoro per le imprese ti dice se il contratto regge.

Apprendistato: assumere giovani da formare.

L’apprendistato è un contratto a tempo indeterminato con una parte di formazione. Ne esistono tre tipi:

TipoEtàA cosa serve
Per la qualifica e il diploma professionaleDa 15 a 25 anniConseguire un titolo di studio lavorando
ProfessionalizzanteDa 18 a 29 anni (da 17 con una qualifica professionale)Imparare un mestiere. È il più usato dalle aziende. La durata la fissano i contratti collettivi, al massimo 3 anni (5 per alcuni profili artigiani)
Di alta formazione e ricercaDa 18 a 29 anniUniversità, ricerca, praticantato per le professioni

Alla fine del periodo di formazione il rapporto prosegue come un normale contratto a tempo indeterminato, se nessuna delle parti recede. Le agevolazioni contributive cambiano spesso: verificale con il consulente del lavoro al momento dell’assunzione.

Lavoro a chiamata (intermittente).

Il lavoratore si mette a disposizione e l’azienda lo chiama quando serve. Si può usare:

  • Nei casi individuati dai contratti collettivi (o, in mancanza, da un decreto del Ministero del lavoro);
  • In ogni caso con persone sotto i 24 anni, se il lavoro si svolge entro i 25, e con persone sopra i 55 anni.

Per ciascun lavoratore non si possono superare 400 giornate di lavoro effettivo in tre anni solari con lo stesso datore di lavoro, tranne nei settori del turismo, dei pubblici esercizi e dello spettacolo. Oltre quel limite il rapporto diventa a tempo pieno e indeterminato. Se il lavoratore si impegna a rispondere alle chiamate, gli spetta un’indennità di disponibilità anche quando non lavora.

Contratto di lavoro part-time e somministrazione.

Il part-time non è un tipo di contratto a sé: è un modo di lavorare che si applica sia al tempo indeterminato sia al tempo determinato. Il contratto va fatto per iscritto e deve indicare con precisione l’orario per giorno, settimana, mese e anno. Con i turni basta rinviare a turni programmati su fasce orarie prestabilite.

Con la somministrazione il lavoratore è assunto da un’agenzia per il lavoro e lavora presso la tua azienda. Ti libera dalla gestione amministrativa del rapporto, ma ha limiti di quantità e di durata e un costo per il servizio dell’agenzia. Se la somministrazione avviene fuori dai limiti e dalle condizioni di legge, il lavoratore può chiedere di essere riconosciuto come tuo dipendente dall’inizio della missione.

Collaborazioni e prestazioni occasionali.

Collaborazione coordinata e continuativa (co.co.co.).
Il collaboratore lavora in modo continuativo per l’azienda ma organizza da sé tempi e modi. Se invece è l’azienda a organizzare il lavoro (orari, luogo, modalità), si applicano le regole del lavoro dipendente. Fanno eccezione alcuni casi, come le professioni con un albo e gli amministratori di società. Lo stesso rischio vale per i collaboratori con partita IVA che lavorano di fatto come dipendenti.

Prestazione occasionale.
Serve per lavori saltuari e di piccolo importo, pagati tramite la piattaforma dell’INPS. In un anno:

LimiteImporto massimo
Ciascun lavoratore, sommando tutti i committenti5.000 euro
Ciascuna azienda, sommando tutti i lavoratori10.000 euro (15.000 per congressi, fiere, eventi, terme e parchi divertimento)
Stesso lavoratore con la stessa azienda2.500 euro

Non la possono usare le aziende con più di 10 dipendenti a tempo indeterminato (25 per alcuni settori, come fiere ed eventi), le imprese agricole, l’edilizia e i settori affini, né si può usare negli appalti. È vietata anche con chi è stato tuo dipendente o collaboratore negli ultimi sei mesi.

Come scegliere: le domande da farti.

  1. 01L’esigenza è stabile?
    Se sì, il tempo indeterminato è la strada più semplice e spesso quella con le agevolazioni migliori.
  2. 02È temporanea e prevedibile?
    Tempo determinato, tenendo conto del limite dei 12 mesi senza causale.
  3. 03Vuoi formare un giovane?
    Apprendistato.
  4. 04Il lavoro è discontinuo e imprevedibile?
    Lavoro a chiamata, se rientri nei casi ammessi.
  5. 05È un incarico autonomo con un risultato?
    Collaborazione o partita IVA, ma solo se la persona organizza davvero il proprio lavoro.
  6. 06È un lavoro saltuario e di poche centinaia di euro?
    Prestazione occasionale, se la tua azienda rientra nei limiti.

Errori comuni

  1. 01Rinnovare un contratto a termine oltre i 12 mesi senza causale. Il contratto si trasforma a tempo indeterminato.
  2. 02Riassumere la stessa persona dopo pochi giorni. Senza le pause minime il secondo contratto diventa a tempo indeterminato.
  3. 03Usare la partita IVA per un dipendente “mascherato”. Orari fissi, postazione in ufficio e ordini quotidiani indicano un rapporto di lavoro dipendente.
  4. 04Fare un part-time senza orario scritto. È la prima fonte di contestazioni.
  5. 05Usare le prestazioni occasionali in modo continuativo. Non sono pensate per coprire un posto di lavoro stabile.
  6. 06Non consegnare l’informativa scritta all’assunzione. Le informazioni sul rapporto vanno date per iscritto anche nei contratti più semplici.

Quando serve un avvocato.

Per scegliere il contratto e gestire buste paga e comunicazioni obbligatorie c’è il consulente del lavoro. L’avvocato serve quando:

  • vuoi prolungare un contratto a termine oltre i 12 mesi e devi scrivere una causale che regga;
  • hai collaboratori o partite IVA che lavorano come dipendenti e vuoi mettere in sicurezza la situazione;
  • un lavoratore contesta il contratto o chiede il tempo indeterminato;
  • devi inserire nel contratto clausole delicate come patto di non concorrenza, riservatezza o invenzioni.

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Se assumi spesso, ha più senso avere i contratti seguiti tutto l’anno: guarda i piani.

Domande frequenti

Fino a 12 mesi senza causale. Si può arrivare a 24 mesi solo nei casi previsti dai contratti collettivi, per sostituire altri lavoratori oppure, fino al 31 dicembre 2026, per esigenze tecniche, organizzative o produttive indicate nel contratto. Oltre i 24 mesi è possibile un ultimo contratto di massimo 12 mesi firmato presso l’Ispettorato del lavoro.

Al massimo quattro nell’arco di 24 mesi, con il consenso del lavoratore. Proroghe e rinnovi sono liberi nei primi 12 mesi; dopo servono le condizioni previste dalla legge. Con la quinta proroga il contratto si trasforma a tempo indeterminato.

Chi rientra nei casi previsti dal contratto collettivo applicato e, in ogni caso, le persone con meno di 24 anni, purché il lavoro si svolga entro i 25, e quelle con più di 55 anni. Il rapporto non può superare 400 giornate di lavoro effettivo in tre anni con lo stesso datore, salvo turismo, pubblici esercizi e spettacolo.

No. È stato superato dal 2015 e oggi resta valido solo per i contratti già in corso a quella data. Al suo posto si usano le collaborazioni coordinate e continuative, che però seguono le regole del lavoro dipendente quando è l’azienda a organizzare tempi e modi del lavoro.

La prestazione occasionale è pensata per lavori saltuari di piccolo importo, con tetti annui e divieti per le aziende con più di 10 dipendenti. Il lavoratore con partita IVA è un professionista autonomo, senza tetti, ma deve davvero organizzare da sé il proprio lavoro. In entrambi i casi, se il rapporto è di fatto subordinato, si applicano le regole del lavoro dipendente.

Fonti e riferimenti normativi.

Questo articolo ha carattere informativo e non sostituisce un parere legale sul tuo caso specifico.

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