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Tech, AI & cyber

AI Act per startup: a chi rivolgersi e come adeguarsi senza spendere troppo

Redazione Iusful | 21 ottobre 2026 | 10 minuti di lettura
Foto di Freepik
In breve

Una startup si adegua all'AI Act in tre passi: classifica da sola il sistema con gli strumenti gratuiti della Commissione europea, usa i canali pubblici italiani (AgID, ACN, sandbox) e chiama un avvocato a preventivo solo per classificazione dubbia, gap analysis e contratti con i fornitori di modelli. Regole generali dal 2 agosto 2026, alto rischio dal 2 dicembre 2027.

  • Norma: Reg. (UE) 2024/1689 (AI Act), modificato dal Reg. (UE) 2026/1744; in Italia L. 132/2025
  • Scadenze: Pratiche vietate dal 2 febbraio 2025; modelli per finalità generali dal 2 agosto 2025; regole generali e trasparenza dal 2 agosto 2026; alto rischio dal 2 dicembre 2027 (Allegato III) e dal 2 agosto 2028 (Allegato I)
  • Autorità italiane: AgID (notifica e accreditamento degli organismi) e ACN (vigilanza, ispezioni, sanzioni, punto di contatto UE), art. 20 L. 132/2025
  • Strumenti gratuiti: AI Act Service Desk della Commissione: Compliance Checker, AI Act Explorer, Guideline Explorer, domande a esperti
  • Da soli: Inventario dei sistemi, prima classificazione, trasparenza verso gli utenti, formazione interna
  • Con un avvocato: Classificazione dubbia, gap analysis, contratti con i fornitori di modelli, documentazione per l'alto rischio
  • Iusful: Classificazione del rischio AI e gap analysis AI Act e L. 132/2025, con preventivo scritto entro 48 ore
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Da dove si parte: come lo usi e su chi ha effetto

L'AI Act è il regolamento europeo sull'intelligenza artificiale (Reg. (UE) 2024/1689). Si applica a chi sviluppa sistemi di AI e a chi li usa in azienda, con obblighi che crescono con il rischio per le persone. Per una startup la domanda utile è in quale categoria ricade ciò che fa, perché la categoria decide se bastano poche ore di lavoro interno o se serve un progetto di conformità.

Si parte da due domande: come usi davvero il sistema, e su chi ha effetto. Un chatbot di assistenza clienti, un modello che ordina i curricula e un software di manutenzione predittiva sono tre categorie diverse, con tre costi diversi.

Autovalutazione: in quale categoria ricadi

Il regolamento distingue quattro livelli, più una disciplina a parte per i modelli per finalità generali, come i grandi modelli linguistici.

CategoriaEsempiCosa comportaDa quando
Pratiche vietateManipolazione subliminale, punteggio sociale, riconoscimento delle emozioni sul lavoroDivieto assoluto2 febbraio 2025
Alto rischioSelezione del personale, valutazione dei dipendenti, accesso al credito, componenti di sicurezza di prodotti regolamentatiGestione dei rischi, documentazione tecnica, controllo umano, registrazione, valutazione di conformità2 dicembre 2027 (Allegato III), 2 agosto 2028 (Allegato I)
Obblighi di trasparenzaChatbot, generazione di testi, immagini e video, deepfakeAvvisare che si interagisce con un'AI, marcare i contenuti sintetici2 agosto 2026
Rischio minimoFiltri antispam, suggerimenti di prodotto, strumenti interni di produttivitàNessun obbligo specifico; restano GDPR e regole di settoreGià oggi
Modelli per finalità generaliChi sviluppa o modifica in modo sostanziale un modello di baseDocumentazione, diritto d'autore, obblighi rafforzati per i modelli a rischio sistemico2 agosto 2025

La maggior parte delle startup italiane usa modelli di terzi dentro un prodotto o un processo interno. In questo caso sei "deployer", cioè utilizzatore sotto la propria responsabilità, e gli obblighi dipendono dall'uso: trasparenza se il sistema parla con le persone, alto rischio se decide su assunzioni, valutazioni o credito.

Il primo errore da evitare è classificare il prodotto in base alla tecnologia. Lo stesso modello linguistico è a rischio minimo se riassume documenti interni e ad alto rischio se preseleziona candidati.

Gli strumenti gratuiti ufficiali

Prima di spendere un euro in consulenza, la Commissione europea mette a disposizione strumenti gratuiti nella piattaforma unica di informazione, l'AI Act Service Desk:

  • Compliance Checker: un questionario che ti dice se il tuo sistema o modello rientra nel regolamento e con quali obblighi.
  • AI Act Explorer: il testo del regolamento navigabile per articolo, allegato e considerando.
  • Guideline Explorer: le linee guida della Commissione, incluse quelle sulla classificazione dell'alto rischio.
  • Service Desk: un canale per fare domande a esperti che lavorano con l'Ufficio europeo per l'AI, anche in italiano.
  • Le domande e risposte della Commissione sull'applicazione del regolamento.

In Italia i riferimenti sono le due autorità designate dalla L. 132/2025: AgID, che gestisce notifica e accreditamento degli organismi di valutazione, e ACN, che vigila, ispeziona, sanziona ed è il punto di contatto con le istituzioni europee (art. 20). Le due agenzie gestiscono insieme gli spazi di sperimentazione, ai quali PMI e startup hanno accesso prioritario per regolamento. A questi si aggiungono gli hub europei di innovazione digitale, che offrono alle PMI servizi di orientamento sulle tecnologie.

Cosa puoi fare da solo e cosa no

AttivitàDa soliCon un avvocatoPerché
Inventario dei sistemi di AI in uso e in sviluppoSìÈ un elenco: cosa usate, per cosa, con quali dati, su chi ha effetto
Prima classificazione con il Compliance CheckerSìLo strumento è gratuito e guidato
Classificazione dei casi dubbi o di confineSìUna classificazione sbagliata si paga al momento del controllo
Avvisi di trasparenza nel prodottoSìRevisioneIl testo è semplice, la posizione e i casi coperti vanno verificati
Formazione interna sull'uso dell'AISìMateriali e registri si fanno in casa
Gap analysis: cosa manca rispetto agli obblighi della tua categoriaSìServe leggere insieme AI Act, L. 132/2025 e GDPR
Contratti con i fornitori di modelli e piattaformeSìChi risponde di cosa, uso dei dati, aggiornamenti del modello, garanzie
Valutazione d'impatto sulla protezione dei dati, se trattate dati personaliBozza internaRevisioneObbligo GDPR, spesso richiesto insieme
Documentazione tecnica e gestione dei rischi per l'alto rischioParte tecnicaParte legaleIl team scrive come funziona il sistema, il legale verifica che copra gli obblighi
Valutazione di conformità per l'alto rischioSì, con eventuale organismo notificatoProcedura formale, con costi e tempi propri

Una startup con un chatbot e qualche automazione interna copre da sola le prime righe in pochi giorni di lavoro. Il legale entra quando la classificazione è incerta, quando il sistema tocca lavoro, credito o salute, e quando si firmano i contratti con i fornitori di modelli.

Quando serve un avvocato e quanto costa

Serve un avvocato in quattro situazioni.

  1. 01Non sai in quale categoria ricadi. Il caso più frequente: un prodotto che suggerisce, ordina o filtra persone. La differenza tra "supporto a una decisione umana" e "decisione" cambia categoria e costi.
  2. 02Il sistema è ad alto rischio. Serve una gap analysis, cioè l'elenco di ciò che manca rispetto agli obblighi, con scadenze e responsabili, e un piano per arrivare pronti alla data di applicazione.
  3. 03Firmi contratti con fornitori di modelli o piattaforme. Chi risponde se il modello cambia, come vengono usati i vostri dati, quali garanzie ricevete: sono clausole che decidono dove finisce la vostra responsabilità.
  4. 04Un cliente enterprise vi chiede evidenze di conformità. Sempre più spesso la richiesta arriva dal mercato prima che dalle autorità.

In tutti e quattro i casi il lavoro si preventiva come una pratica singola. In Iusful, nell'area Tech, AI e cyber, la classificazione del rischio del vostro sistema e la gap analysis rispetto all'AI Act e alla L. 132/2025 partono da come lo usate davvero e su chi ha effetto; l'avvocato è assegnato entro 24 ore e il preventivo scritto arriva entro 48. Se l'obbligo non c'è, te lo diciamo senza venderti il servizio.

Le scadenze, con le date

Il calendario è stato modificato nel 2026 dal Digital Omnibus (Reg. (UE) 2026/1744), che ha spostato in avanti gli obblighi per l'alto rischio. Le date aggiornate:

  • 2 febbraio 2025: divieti sulle pratiche vietate.
  • 2 agosto 2025: obblighi per i modelli per finalità generali e governance europea.
  • 2 agosto 2026: applicazione generale del regolamento, compresi gli obblighi di trasparenza per chatbot e contenuti generati.
  • 2 dicembre 2026: nuovi divieti aggiunti dal Digital Omnibus e fine del periodo transitorio sulla marcatura dei contenuti per i sistemi già sul mercato.
  • 2 dicembre 2027: obblighi per i sistemi ad alto rischio dell'Allegato III, tra cui selezione e gestione del personale.
  • 2 agosto 2028: obblighi per i sistemi ad alto rischio integrati in prodotti regolamentati dell'Allegato I.

Il rinvio non sospende il regolamento. Gli obblighi di trasparenza sono già in vigore, e per l'alto rischio i 14 mesi che restano sono il tempo per fare inventario, classificazione e gap analysis senza correre.

Cosa preparare prima del primo confronto

  • Elenco dei sistemi di AI usati o sviluppati, con lo scopo di ciascuno.
  • Per ciascuno: fornitore del modello, dati in ingresso, chi è toccato dagli output, se c'è una decisione automatica.
  • Contratti e condizioni d'uso dei fornitori di modelli.
  • Informative privacy e registro dei trattamenti, se trattate dati personali.
  • Mercati di destinazione e clienti che hanno già chiesto evidenze di conformità.

Con questo materiale la classificazione si chiude in pochi giorni e la spesa si concentra solo dove la categoria lo richiede.

Domande frequenti

Sì, come deployer, cioè come chi usa un sistema di AI sotto la propria responsabilità. Gli obblighi dipendono dall'uso: se il sistema parla con i clienti devi dire che è un'AI; se produce testi o immagini destinati al pubblico servono regole sulla marcatura dei contenuti; se lo usi per selezionare personale o valutare dipendenti, l'uso rientra nell'alto rischio e dal 2 dicembre 2027 scattano obblighi di controllo umano, registrazione e informazione. Usare un modello di terzi non trasferisce al fornitore tutte le responsabilità.

Per un sistema a rischio minimo o soggetto solo a trasparenza, il costo è soprattutto tempo interno: inventario, classificazione, informative agli utenti, formazione. La consulenza legale serve per i dubbi di classificazione e per i contratti con i fornitori, e si preventiva come una pratica singola. Per un sistema ad alto rischio i costi salgono, perché servono documentazione tecnica, gestione dei rischi e in alcuni casi una valutazione di conformità, e il regolamento prevede per le PMI tariffe proporzionate da parte degli organismi di valutazione.

Le sanzioni sono a scaglioni: le più alte per le pratiche vietate, intermedie per la violazione degli altri obblighi, più basse per le informazioni inesatte alle autorità, in ciascun caso come importo fisso o percentuale del fatturato mondiale. Per le PMI e le startup si applica il minore tra i due importi, non il maggiore. In Italia le sanzioni le irroga l'ACN. I numeri esatti sono nell'art. 99 del regolamento.

La L. 132/2025, in vigore dal 10 ottobre 2025, non sostituisce l'AI Act ma lo completa: designa AgID e ACN come autorità nazionali, prevede spazi di sperimentazione gestiti dalle due agenzie e introduce regole di settore, per esempio su sanità, lavoro e professioni. Per una startup conta soprattutto sapere a chi rivolgersi e quali obblighi informativi nazionali si aggiungono a quelli europei.

L'AI Act prevede che ogni Stato membro renda operativo almeno uno spazio di sperimentazione normativa, con accesso prioritario e gratuito per PMI e startup. La L. 132/2025 affida ad AgID e ACN l'istituzione e la gestione congiunta di questi spazi. Verifica sui siti delle due agenzie lo stato di attivazione e le modalità di accesso.

Redazione Iusful
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