Una startup si adegua all'AI Act in tre passi: classifica da sola il sistema con gli strumenti gratuiti della Commissione europea, usa i canali pubblici italiani (AgID, ACN, sandbox) e chiama un avvocato a preventivo solo per classificazione dubbia, gap analysis e contratti con i fornitori di modelli. Regole generali dal 2 agosto 2026, alto rischio dal 2 dicembre 2027.
- Norma: Reg. (UE) 2024/1689 (AI Act), modificato dal Reg. (UE) 2026/1744; in Italia L. 132/2025
- Scadenze: Pratiche vietate dal 2 febbraio 2025; modelli per finalità generali dal 2 agosto 2025; regole generali e trasparenza dal 2 agosto 2026; alto rischio dal 2 dicembre 2027 (Allegato III) e dal 2 agosto 2028 (Allegato I)
- Autorità italiane: AgID (notifica e accreditamento degli organismi) e ACN (vigilanza, ispezioni, sanzioni, punto di contatto UE), art. 20 L. 132/2025
- Strumenti gratuiti: AI Act Service Desk della Commissione: Compliance Checker, AI Act Explorer, Guideline Explorer, domande a esperti
- Da soli: Inventario dei sistemi, prima classificazione, trasparenza verso gli utenti, formazione interna
- Con un avvocato: Classificazione dubbia, gap analysis, contratti con i fornitori di modelli, documentazione per l'alto rischio
- Iusful: Classificazione del rischio AI e gap analysis AI Act e L. 132/2025, con preventivo scritto entro 48 ore
Da dove si parte: come lo usi e su chi ha effetto
L'AI Act è il regolamento europeo sull'intelligenza artificiale (Reg. (UE) 2024/1689). Si applica a chi sviluppa sistemi di AI e a chi li usa in azienda, con obblighi che crescono con il rischio per le persone. Per una startup la domanda utile è in quale categoria ricade ciò che fa, perché la categoria decide se bastano poche ore di lavoro interno o se serve un progetto di conformità.
Si parte da due domande: come usi davvero il sistema, e su chi ha effetto. Un chatbot di assistenza clienti, un modello che ordina i curricula e un software di manutenzione predittiva sono tre categorie diverse, con tre costi diversi.
Autovalutazione: in quale categoria ricadi
Il regolamento distingue quattro livelli, più una disciplina a parte per i modelli per finalità generali, come i grandi modelli linguistici.
| Categoria | Esempi | Cosa comporta | Da quando |
|---|---|---|---|
| Pratiche vietate | Manipolazione subliminale, punteggio sociale, riconoscimento delle emozioni sul lavoro | Divieto assoluto | 2 febbraio 2025 |
| Alto rischio | Selezione del personale, valutazione dei dipendenti, accesso al credito, componenti di sicurezza di prodotti regolamentati | Gestione dei rischi, documentazione tecnica, controllo umano, registrazione, valutazione di conformità | 2 dicembre 2027 (Allegato III), 2 agosto 2028 (Allegato I) |
| Obblighi di trasparenza | Chatbot, generazione di testi, immagini e video, deepfake | Avvisare che si interagisce con un'AI, marcare i contenuti sintetici | 2 agosto 2026 |
| Rischio minimo | Filtri antispam, suggerimenti di prodotto, strumenti interni di produttività | Nessun obbligo specifico; restano GDPR e regole di settore | Già oggi |
| Modelli per finalità generali | Chi sviluppa o modifica in modo sostanziale un modello di base | Documentazione, diritto d'autore, obblighi rafforzati per i modelli a rischio sistemico | 2 agosto 2025 |
La maggior parte delle startup italiane usa modelli di terzi dentro un prodotto o un processo interno. In questo caso sei "deployer", cioè utilizzatore sotto la propria responsabilità, e gli obblighi dipendono dall'uso: trasparenza se il sistema parla con le persone, alto rischio se decide su assunzioni, valutazioni o credito.
Il primo errore da evitare è classificare il prodotto in base alla tecnologia. Lo stesso modello linguistico è a rischio minimo se riassume documenti interni e ad alto rischio se preseleziona candidati.
Gli strumenti gratuiti ufficiali
Prima di spendere un euro in consulenza, la Commissione europea mette a disposizione strumenti gratuiti nella piattaforma unica di informazione, l'AI Act Service Desk:
- Compliance Checker: un questionario che ti dice se il tuo sistema o modello rientra nel regolamento e con quali obblighi.
- AI Act Explorer: il testo del regolamento navigabile per articolo, allegato e considerando.
- Guideline Explorer: le linee guida della Commissione, incluse quelle sulla classificazione dell'alto rischio.
- Service Desk: un canale per fare domande a esperti che lavorano con l'Ufficio europeo per l'AI, anche in italiano.
- Le domande e risposte della Commissione sull'applicazione del regolamento.
In Italia i riferimenti sono le due autorità designate dalla L. 132/2025: AgID, che gestisce notifica e accreditamento degli organismi di valutazione, e ACN, che vigila, ispeziona, sanziona ed è il punto di contatto con le istituzioni europee (art. 20). Le due agenzie gestiscono insieme gli spazi di sperimentazione, ai quali PMI e startup hanno accesso prioritario per regolamento. A questi si aggiungono gli hub europei di innovazione digitale, che offrono alle PMI servizi di orientamento sulle tecnologie.
Cosa puoi fare da solo e cosa no
| Attività | Da soli | Con un avvocato | Perché |
|---|---|---|---|
| Inventario dei sistemi di AI in uso e in sviluppo | Sì | È un elenco: cosa usate, per cosa, con quali dati, su chi ha effetto | |
| Prima classificazione con il Compliance Checker | Sì | Lo strumento è gratuito e guidato | |
| Classificazione dei casi dubbi o di confine | Sì | Una classificazione sbagliata si paga al momento del controllo | |
| Avvisi di trasparenza nel prodotto | Sì | Revisione | Il testo è semplice, la posizione e i casi coperti vanno verificati |
| Formazione interna sull'uso dell'AI | Sì | Materiali e registri si fanno in casa | |
| Gap analysis: cosa manca rispetto agli obblighi della tua categoria | Sì | Serve leggere insieme AI Act, L. 132/2025 e GDPR | |
| Contratti con i fornitori di modelli e piattaforme | Sì | Chi risponde di cosa, uso dei dati, aggiornamenti del modello, garanzie | |
| Valutazione d'impatto sulla protezione dei dati, se trattate dati personali | Bozza interna | Revisione | Obbligo GDPR, spesso richiesto insieme |
| Documentazione tecnica e gestione dei rischi per l'alto rischio | Parte tecnica | Parte legale | Il team scrive come funziona il sistema, il legale verifica che copra gli obblighi |
| Valutazione di conformità per l'alto rischio | Sì, con eventuale organismo notificato | Procedura formale, con costi e tempi propri |
Una startup con un chatbot e qualche automazione interna copre da sola le prime righe in pochi giorni di lavoro. Il legale entra quando la classificazione è incerta, quando il sistema tocca lavoro, credito o salute, e quando si firmano i contratti con i fornitori di modelli.
Quando serve un avvocato e quanto costa
Serve un avvocato in quattro situazioni.
- 01Non sai in quale categoria ricadi. Il caso più frequente: un prodotto che suggerisce, ordina o filtra persone. La differenza tra "supporto a una decisione umana" e "decisione" cambia categoria e costi.
- 02Il sistema è ad alto rischio. Serve una gap analysis, cioè l'elenco di ciò che manca rispetto agli obblighi, con scadenze e responsabili, e un piano per arrivare pronti alla data di applicazione.
- 03Firmi contratti con fornitori di modelli o piattaforme. Chi risponde se il modello cambia, come vengono usati i vostri dati, quali garanzie ricevete: sono clausole che decidono dove finisce la vostra responsabilità.
- 04Un cliente enterprise vi chiede evidenze di conformità. Sempre più spesso la richiesta arriva dal mercato prima che dalle autorità.
In tutti e quattro i casi il lavoro si preventiva come una pratica singola. In Iusful, nell'area Tech, AI e cyber, la classificazione del rischio del vostro sistema e la gap analysis rispetto all'AI Act e alla L. 132/2025 partono da come lo usate davvero e su chi ha effetto; l'avvocato è assegnato entro 24 ore e il preventivo scritto arriva entro 48. Se l'obbligo non c'è, te lo diciamo senza venderti il servizio.
Le scadenze, con le date
Il calendario è stato modificato nel 2026 dal Digital Omnibus (Reg. (UE) 2026/1744), che ha spostato in avanti gli obblighi per l'alto rischio. Le date aggiornate:
- 2 febbraio 2025: divieti sulle pratiche vietate.
- 2 agosto 2025: obblighi per i modelli per finalità generali e governance europea.
- 2 agosto 2026: applicazione generale del regolamento, compresi gli obblighi di trasparenza per chatbot e contenuti generati.
- 2 dicembre 2026: nuovi divieti aggiunti dal Digital Omnibus e fine del periodo transitorio sulla marcatura dei contenuti per i sistemi già sul mercato.
- 2 dicembre 2027: obblighi per i sistemi ad alto rischio dell'Allegato III, tra cui selezione e gestione del personale.
- 2 agosto 2028: obblighi per i sistemi ad alto rischio integrati in prodotti regolamentati dell'Allegato I.
Il rinvio non sospende il regolamento. Gli obblighi di trasparenza sono già in vigore, e per l'alto rischio i 14 mesi che restano sono il tempo per fare inventario, classificazione e gap analysis senza correre.
Cosa preparare prima del primo confronto
- Elenco dei sistemi di AI usati o sviluppati, con lo scopo di ciascuno.
- Per ciascuno: fornitore del modello, dati in ingresso, chi è toccato dagli output, se c'è una decisione automatica.
- Contratti e condizioni d'uso dei fornitori di modelli.
- Informative privacy e registro dei trattamenti, se trattate dati personali.
- Mercati di destinazione e clienti che hanno già chiesto evidenze di conformità.
Con questo materiale la classificazione si chiude in pochi giorni e la spesa si concentra solo dove la categoria lo richiede.
Domande frequenti
Sì, come deployer, cioè come chi usa un sistema di AI sotto la propria responsabilità. Gli obblighi dipendono dall'uso: se il sistema parla con i clienti devi dire che è un'AI; se produce testi o immagini destinati al pubblico servono regole sulla marcatura dei contenuti; se lo usi per selezionare personale o valutare dipendenti, l'uso rientra nell'alto rischio e dal 2 dicembre 2027 scattano obblighi di controllo umano, registrazione e informazione. Usare un modello di terzi non trasferisce al fornitore tutte le responsabilità.
Per un sistema a rischio minimo o soggetto solo a trasparenza, il costo è soprattutto tempo interno: inventario, classificazione, informative agli utenti, formazione. La consulenza legale serve per i dubbi di classificazione e per i contratti con i fornitori, e si preventiva come una pratica singola. Per un sistema ad alto rischio i costi salgono, perché servono documentazione tecnica, gestione dei rischi e in alcuni casi una valutazione di conformità, e il regolamento prevede per le PMI tariffe proporzionate da parte degli organismi di valutazione.
Le sanzioni sono a scaglioni: le più alte per le pratiche vietate, intermedie per la violazione degli altri obblighi, più basse per le informazioni inesatte alle autorità, in ciascun caso come importo fisso o percentuale del fatturato mondiale. Per le PMI e le startup si applica il minore tra i due importi, non il maggiore. In Italia le sanzioni le irroga l'ACN. I numeri esatti sono nell'art. 99 del regolamento.
La L. 132/2025, in vigore dal 10 ottobre 2025, non sostituisce l'AI Act ma lo completa: designa AgID e ACN come autorità nazionali, prevede spazi di sperimentazione gestiti dalle due agenzie e introduce regole di settore, per esempio su sanità, lavoro e professioni. Per una startup conta soprattutto sapere a chi rivolgersi e quali obblighi informativi nazionali si aggiungono a quelli europei.
L'AI Act prevede che ogni Stato membro renda operativo almeno uno spazio di sperimentazione normativa, con accesso prioritario e gratuito per PMI e startup. La L. 132/2025 affida ad AgID e ACN l'istituzione e la gestione congiunta di questi spazi. Verifica sui siti delle due agenzie lo stato di attivazione e le modalità di accesso.
Fonti e riferimenti normativi
- Reg. (UE) 2024/1689 - AI Act (EUR-Lex, testo in italiano)
- Reg. (UE) 2026/1744 - Digital Omnibus sull'AI, modifiche all'AI Act (EUR-Lex)
- L. 23 settembre 2025, n. 132 - Disposizioni in materia di intelligenza artificiale (Normattiva)
- Art. 20 L. 132/2025 - Autorità nazionali per l'intelligenza artificiale (Normattiva)
- AI Act Service Desk - Single Information Platform (Commissione europea)
- Commissione europea - Domande e risposte sull'AI Act
- Agenzia per l'Italia digitale (AgID)
- Agenzia per la cybersicurezza nazionale (ACN)
- Iusful - Area Tech, AI e cyber
Questo articolo ha carattere informativo e non sostituisce un parere legale sul tuo caso specifico.
