Dipende dalla fase. Il consulente del lavoro copre gli adempimenti amministrativi del licenziamento e può assisterti nella conciliazione. La scelta del tipo di licenziamento, la contestazione disciplinare, la lettera e la difesa davanti al giudice del lavoro sono materia legale: lì serve un avvocato, perché un errore di procedura rende il licenziamento inefficace o ti espone a un'indennità.
- Consulente del lavoro: Adempimenti amministrativi del rapporto (L. 12/1979); può assistere le parti nella conciliazione (art. 7 L. 604/1966)
- Avvocato: Scelta del tipo di licenziamento, contestazione, lettera, trattativa e difesa davanti al giudice del lavoro
- Forma: Il licenziamento va comunicato per iscritto con i motivi, altrimenti è inefficace (art. 2 L. 604/1966)
- Procedura disciplinare: Contestazione scritta, almeno 5 giorni per le giustificazioni del lavoratore, poi la sanzione (art. 7 L. 300/1970)
- Impugnazione: Il lavoratore ha 60 giorni per impugnare e altri 180 per depositare il ricorso (art. 6 L. 604/1966)
- Tutele crescenti: Per gli assunti dal 7 marzo 2015 il licenziamento illegittimo si risolve di regola con un'indennità (D.Lgs. 23/2015)
- Iusful: Nelle prime 48 ore sai cosa comporta e quanto costa; l'avvocato segue contestazione, trattativa e accordo fino alla firma
Chi fa cosa in un licenziamento
Per un licenziamento servono di regola entrambi, ma in fasi diverse. Il consulente del lavoro copre l'amministrazione del rapporto: cedolino finale, trattamento di fine rapporto, comunicazioni obbligatorie, conteggi. La procedura, la contestazione e il contenzioso sono materia legale e richiedono un avvocato, perché nei licenziamenti conta più la forma del merito: un licenziamento con ragioni fondate ma con una procedura sbagliata può essere dichiarato inefficace o illegittimo.
La legge disegna i confini. Gli adempimenti in materia di lavoro, previdenza e assistenza, quando non li cura il datore, sono riservati ai consulenti del lavoro e ad alcune altre professioni (L. 12/1979). La difesa davanti al giudice del lavoro è riservata agli avvocati. In mezzo c'è la zona in cui le aziende sbagliano più spesso: la scelta del tipo di licenziamento, la lettera e la contestazione.
Tabella: le sei fasi e chi può fare cosa
| Fase | Cosa succede | Consulente del lavoro | Avvocato |
|---|---|---|---|
| 1. Scelta del tipo di licenziamento | Giusta causa, giustificato motivo soggettivo o oggettivo, superamento del comporto: cambiano procedura e rischi | Informa sui conteggi e sui costi di cessazione | Sceglie il tipo in base ai fatti e alle prove, valuta i rischi e le alternative |
| 2. Contestazione disciplinare | Lettera di contestazione dell'addebito, 5 giorni per le giustificazioni, eventuale audizione (art. 7 L. 300/1970) | Fornisce i dati sul rapporto | Scrive la contestazione in modo specifico e tempestivo, gestisce l'audizione |
| 3. Lettera di licenziamento | Comunicazione scritta con i motivi (art. 2 L. 604/1966); per il motivo oggettivo, nei casi previsti, procedura preventiva davanti all'Ispettorato (art. 7 L. 604/1966) | Predispone cessazione, comunicazioni obbligatorie, conteggi finali | Scrive la lettera, verifica preavviso e procedura preventiva |
| 4. Conciliazione | Accordo in sede protetta: sindacale, Ispettorato, commissione di certificazione | Può assistere l'azienda (art. 7, comma 5, L. 604/1966) | Imposta la trattativa, scrive l'accordo e le rinunce, verifica che sia inoppugnabile |
| 5. Impugnazione del lavoratore | 60 giorni per impugnare, poi 180 per il ricorso (art. 6 L. 604/1966) | Fornisce la documentazione | Risponde all'impugnazione e prepara la difesa |
| 6. Giudizio | Ricorso davanti al giudice del lavoro | Non può rappresentare l'azienda | Difende l'azienda in giudizio |
Nelle fasi 1, 2, 3 e 6 l'intervento dell'avvocato decide l'esito. Nella fase 4 i due professionisti lavorano insieme: il consulente conosce i conteggi, l'avvocato scrive un accordo che regge.
Gli errori di procedura che costano di più
Questi sono gli errori più frequenti nelle pratiche di licenziamento, e quasi tutti nascono prima che la lettera parta.
- 01Licenziamento orale o senza motivi. La legge richiede la forma scritta con l'indicazione dei motivi; senza, il licenziamento è inefficace (art. 2 L. 604/1966). Un "da domani non venire più" detto a voce non chiude il rapporto e apre una causa.
- 02Contestazione generica o tardiva. Nel licenziamento disciplinare la contestazione deve descrivere i fatti con precisione e arrivare in tempi ragionevoli dai fatti stessi. Una contestazione vaga o inviata mesi dopo indebolisce tutto ciò che segue.
- 03Sanzione prima dei 5 giorni. Dopo la contestazione scritta il lavoratore ha almeno 5 giorni per giustificarsi, e può chiedere di essere sentito. Licenziare prima della scadenza viola l'art. 7 dello Statuto dei lavoratori.
- 04Motivo oggettivo senza procedura preventiva. Nei casi in cui si applica, il licenziamento per giustificato motivo oggettivo richiede prima una comunicazione all'Ispettorato e un tentativo di conciliazione davanti alla commissione provinciale, con convocazione entro 7 giorni e chiusura entro 20 (art. 7 L. 604/1966). Saltarla è un errore di procedura.
- 05Motivo oggettivo senza verificare le alternative. Prima di licenziare per soppressione del posto, l'azienda deve aver verificato se poteva ricollocare il lavoratore in altre mansioni. È un'elaborazione dei giudici, e in causa l'onere della prova è del datore.
- 06Comporto calcolato male. Il licenziamento per superamento del periodo di malattia richiede un conteggio esatto dei giorni secondo il contratto collettivo. Un errore di pochi giorni lo rende illegittimo.
- 07Accordo di conciliazione fuori dalla sede protetta. Una rinuncia firmata in azienda, senza sindacato, Ispettorato o commissione di certificazione, può essere impugnata entro sei mesi. L'accordo va firmato nella sede giusta.
Quando coinvolgere l'avvocato: prima della lettera
Il momento utile è quando decidi di interrompere il rapporto, prima di qualsiasi comunicazione al dipendente. A quel punto l'avvocato può ancora scegliere il tipo di licenziamento, impostare la contestazione e valutare se conviene una conciliazione. Dopo che la lettera è partita, può solo difendere ciò che è stato scritto.
Cosa portare al primo incontro:
- contratto di assunzione, livello e contratto collettivo applicato;
- data di assunzione, perché decide il regime: tutele crescenti per gli assunti dal 7 marzo 2015 (D.Lgs. 23/2015), regime precedente per gli altri;
- numero di dipendenti dell'azienda, perché sopra i 15 cambiano le tutele;
- i fatti, con date, email, richiami precedenti, testimoni;
- per il motivo oggettivo, il motivo organizzativo e le mansioni disponibili in azienda.
Con il fascicolo completo, l'avvocato ti dice entro pochi giorni quale strada ha meno rischi e quanto può costare. In Iusful, nell'area Lavoro e persone, nelle prime 48 ore sai cosa comporta la procedura e quanto costa; poi i tempi li detta la procedura stessa. L'avvocato segue la contestazione, la trattativa con il dipendente e l'accordo fino alla firma, mentre il tuo consulente del lavoro continua a gestire cedolini e comunicazioni. Il preventivo arriva scritto, prima di partire, come per ogni pratica singola.
I termini da tenere a mente
Dopo la lettera, il calendario lo detta la legge.
- 60 giorni dalla ricezione della lettera: il lavoratore può impugnare il licenziamento con qualsiasi atto scritto, anche una lettera del sindacato (art. 6 L. 604/1966).
- 180 giorni dall'impugnazione: deve depositare il ricorso in tribunale o chiedere la conciliazione o l'arbitrato, altrimenti l'impugnazione perde efficacia.
- 60 giorni dal rifiuto della conciliazione o dell'arbitrato: termine per depositare il ricorso, se la via conciliativa non ha funzionato.
Finché i termini non sono scaduti, tieni il fascicolo pronto: contestazione, giustificazioni, lettera, prove di consegna, conteggi. È il materiale su cui l'avvocato costruisce la difesa se arriva il ricorso, ed è lo stesso che serve per chiudere un accordo.
Domande frequenti
Può predisporre gli adempimenti che la accompagnano, come le comunicazioni obbligatorie e i conteggi finali. Il contenuto della lettera, cioè il tipo di licenziamento e i motivi, è una scelta legale con conseguenze in giudizio: se i motivi sono assenti o sbagliati, il licenziamento è inefficace o illegittimo. Per questo la lettera va impostata con un avvocato, soprattutto nei licenziamenti disciplinari e per giustificato motivo oggettivo.
No. Davanti al tribunale la difesa tecnica è riservata agli avvocati. Il consulente del lavoro può assistere l'azienda nelle sedi di conciliazione, sindacale o davanti all'Ispettorato, e nella negoziazione assistita insieme all'avvocato. Se il lavoratore deposita il ricorso, serve un avvocato.
Sessanta giorni dalla ricezione della lettera per impugnarlo con un atto scritto, anche tramite il sindacato, e altri 180 giorni per depositare il ricorso in tribunale o chiedere la conciliazione o l'arbitrato (art. 6 L. 604/1966). Passati i 60 giorni senza impugnazione, il licenziamento non è più contestabile. Fino ad allora conviene tenere il fascicolo completo e pronto.
Dipende dal regime del lavoratore. Per gli assunti dal 7 marzo 2015 il licenziamento illegittimo si risolve di regola con un'indennità che la legge misura in mensilità, con un minimo e un massimo che dipendono dall'anzianità e dalla dimensione dell'azienda. Per gli assunti prima, in aziende sopra i 15 dipendenti, resta possibile anche la reintegrazione. A questo si aggiungono le spese legali di entrambe le parti.
Spesso sì, se il licenziamento ha margini di contestazione. La conciliazione in sede protetta, cioè sindacale, davanti all'Ispettorato o davanti a una commissione di certificazione, chiude la vertenza con un accordo che il lavoratore non può più impugnare. Per gli assunti dal 7 marzo 2015 la legge prevede anche un'offerta di conciliazione con un importo esente da tasse e contributi, da fare entro il termine di impugnazione.
Fonti e riferimenti normativi
- L. 15 luglio 1966, n. 604 - Norme sui licenziamenti individuali (Normattiva)
- Art. 2 L. 604/1966 - Forma scritta del licenziamento (Normattiva)
- Art. 6 L. 604/1966 - Termini di impugnazione (Normattiva)
- Art. 7 L. 604/1966 - Procedura di conciliazione per il giustificato motivo oggettivo (Normattiva)
- Art. 7 L. 300/1970 - Sanzioni disciplinari, Statuto dei lavoratori (Normattiva)
- D.Lgs. 4 marzo 2015, n. 23 - Contratto a tutele crescenti (Normattiva)
- L. 11 gennaio 1979, n. 12 - Ordinamento della professione di consulente del lavoro (Normattiva)
- Ministero del Lavoro - Condizioni e diritti in caso di licenziamento
- Iusful - Area Lavoro e persone
Questo articolo ha carattere informativo e non sostituisce un parere legale sul tuo caso specifico.
